Nella notte della feria d’agosto una microprosa satirica di Angelo Orlando Meloni. Da leggere tutta d’un fiato e poi rileggere.

Lo santissimo uffizio de la Noia et de la cattiva digestione.

Essendo che tu fosti denunziato in questo S.o Off.o, che tenevi come vera la falsa dottrina ch’i libri siano oggetto di piacere et de bramosa luxuria e che la Sant.a Letteratura habbia da usarsi con lascivia per lo personale sollazzo; ch’avevi clienti nello tuo negotio di libri et libelli a Siracusa, a’ quali insegnavi la medesima sozzura; che circa l’istessa tenevi corrispondenza con scribacchini disoccupati et perdigiorno di niun successo né reputatio; che tu avevi ascritto a le reti sodàli alcuni status, ne’ quali spiegavi l’istessa dottrina come vera. Volendo per ciò questo S.cro Tribunale provedere al disordine che di qui scaturiva con pregiudizio della S.ta Fede nelle Patrie Lettere, furono individuate le tue blasfemie: “i libri non sono importanti, i libri al limite sono belli”; “la letteratura non insegna niente, non serve a niente, non contiene informazioni, tutt’al più è una figata, se becchi il libro giusto”; “ci avete rotto le palle per una vita con l’idea che la saggistica debba essere appassionante come un romanzo e ora venite fuori con l’idea che i romanzi debbano essere noiosi come la saggistica”; “se un uomo ti dice che la letteratura è importante e la matematica divertente, non ti fidare di lui”; “leggere è un piacere e non un dovere”; “il postmodernismo è una cagata pazzesca”.

Esse proposizioni sono assurde e false in filosofia, e formalmente eretiche, per essere contrarie al Sacro Tedio che infonde se stesso profondissimo in vertute ne lo spirito de lo lettore che rifugge il sollazzo et ricerca l’ascesi et lo supplizio con li importanti contenuti che ripuliscono l’anima de li mali che in essa alberghano et da lo peccato che tutti insozza. Accioché questi errori fossero abiurati et dimenticati fu decretato nella Sacra Congre.ne degli Scassapagghiari che scrivono su le nobilerrime riviste tenuta avanti ai letterati di Facebook che tu dovessi omninamente lasciar detta opinione falsa e che non potessi insegnarla ad altri né difenderla né trattarne. Ma essendo ricomparso qua un vecchio libro, stampato in Roma, la cui inscrizione mostrava che tu ne fosse l’autore, dicendo il titolo Io non ci volevo venire qui di Angelo Orlando Meloni; fu il detto libro diligentemente considerato, e in esso scoperta la transgressione del predetto precetto, avendo tu nel medesmo libro difesa la detta opinione già dannata e da te dichiarata più volte con varii ragiri, non potendo in niun modo esser possibile un’opinione difìnita per contraria alla Noia de la Santissima Letteratura Importante. Che perciò d’ordine nostro fosti chiamato a questo S. Off.o degli intellettuali su Facebook, nel quale confessasti che la scrittura di detto libro è in più luoghi distesa in tal forma, ch’il lettore potrebbe formar concetto che gl’argomenti portati fossero in tal guisa pronunziati per diletto, soddisfazione et vile sollazzo, che più tosto per la loro importanza et giustezza a infondere alati insegnamenti ne lo comune uomo, bisognoso di elevarsi dalla moltitudo. Pertanto, siamo venuti contro di te alla diffinitiva sentenza. Ti sei reso sospetto d’eresia, d’aver tenuto e creduto dottrina falsa e contraria alla Noia e ti condaniamo alla rilettura a lo contrario e ne la originale favella de lo sacro tomo Infinite ciospa di messer David Foste Fallace e t’imponiamo per tre anni di recitarlo una volta a settimana ne la sala mensa.

Così diciamo, pronunziamo, sentenziamo, dichiariamo, ordiniamo, predichiamo, mal razzoliamo, grufoliamo, paraponziponziponziamo et reservamo in questo e in ogni altro meglior modo e forma che di ragione potemo e dovemo ne la società dei magnaccioni che amano i classici, però non sono entrati una volta in libreria negli ultimi trent’anni.

Foto di Luigi Cecchi (2010 – 2012)