Continuiamo il nostro percorso sul microracconto, una forma letteraria che abbiamo molto valorizzato nei nostri progetti di educazione diffusa perché capace di far notare ineludibilmente discrasie e dissonanze  evidenziando la potenza dell’arte letteraria. Francesco D’Isa, scrittore e filosofo, magistralmente ci costringe un tuffo gelido in uno dei “generi” più classici della letteratura: la scrittura epistolare di finzione. (Foto di Luigi Cecchi)

 

Francesco D’Isa – Lettera firmata

Cari i miei cari, vi prego, non piangete per me: per lo più la vita mi faceva schifo. Anzitutto era piena di dolore, una cosa che non piace a nessuno. La felicità, invece, era in larga parte una fregatura, perché a ben vedere coincideva con il momentaneo sollievo di un desiderio inesauribile. A guardare ancor meglio, poi, era come il dolore: un pruritino dei nervi. Desiderio di cosa,  mi son sempre chiesto – non ho certo deciso io cosa desiderare! Pensare che il senso della vita sia un mistero è una bella sciocchezza. Cibo, riparo, sicurezza, riproduzione… basta poco per notare che ogni appetito si affanna contro il dolore della paura della morte. È il senso del senso della vita, piuttosto, a non avere alcun senso. Non ho stabilito io le regole del gioco, le ho trovate e basta. Non saprei nemmeno dirvi se fossero giuste o sbagliate, belle o brutte: qualunque decisione si prenda in merito alle norme, non può che seguirle.

C’era una parte della vita, a dire il vero, che era davvero buona, ma non saprei come descriverla. Mi capitava a dir tanto una volta all’anno e non era per nulla appariscente: io che poso una borsa della spesa, che apro le imposte della finestra, che spazzo via le briciole di pane dalla camicia, cose così. Ogni tanto, specie in tarda età, mi perdevo in questi ricordi; venivano in mente uno in fila all’altro, come se li accomunasse qualcosa che non capivo. Ora mi è chiaro di cosa si tratta: la consapevolezza che non avessero alcun senso. Ecco, se proprio devo dire cosa mi piaceva della vita, si tratta di questo. Adesso è tutto così, quindi non piangete per me, che sto benissimo, ora che non sto più.

A prestissimo,

Lettera firmata

 

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: