L’associazione culturale Laputa e Luigi Cecchi collaborano alla realizzazione di due workshop alla Notte europea dei ricercatori all’università LUMSA di Roma, per un progetto ideato da Paola Del Zoppo su linguaggio e manipolazione relazionale, sviluppato con noi accentuando l’importanza del medium fumetto. Il progetto, che ha visto una sua prima sperimentazione in collaborazione con l’associazione Libellula di Morlupo, ed è poi confluito in parte anche nel progetto ZerOmagazine 2017 e 2018, si avvale delle vignette di Luigi Cecchi e prevede, in questa occasione, la realizzazione di vignette ironiche su bullismo, cyberbullismo, sopraffazione, manipolazione emotiva e fragilità relazionale da parte di due gruppi di alunni di licei romani che parteciperanno alla bella giornata organizzata dalla LUMSA di Roma per divulgare la ricerca scientifica, di cui trovate notizia qui. La Notte Europea dei Ricercatori è una manifestazione promossa dalla Commissione Europea, che vede Frascati Scienza come capofila di una rete di ricercatori, università e istituti di ricerca che si estendono dal nord al sud dell’Italia nel promuovere il più importante appuntamento europeo di comunicazione scientifica, un evento che in tutta Europa coinvolge oltre 300 città.

Le Notti Europee dei Ricercatori sono eventi dedicati alla scienza e all’apprendimento giocoso. Rappresentano un’occasione unica di incontrare i ricercatori, parlare con loro e scoprire cosa fanno concretamente per la società in modo interattivo e coinvolgente.
Queste manifestazioni sono sostenute dalla Commissione Europea nell’ambito delle Marie Skłodowska-Curie Actions, un programma della UE con l’obiettivo di promuovere le carriere dei ricercatori in Europa.

In particolare, il nostro laboratorio riguarderà l’importanza dell’acquisizione e della valorizzazione delle competenze linguistiche, euristiche e inferenziali e della capacità di analisi del testo e del microtesto letterario in particolare possano aiutare a riconoscere i “modi” manipolativi delle interazioni. Pubblichiamo di seguito il testo illustrativo di Paola Del Zoppo che accompagnerà il laboratorio.

 

Le parole sono importanti – Bullismo, cyberbullismo, linguaggio.

di Paola Del Zoppo

La tendenza contemporanea all’accelerazione delle innumerevoli interazioni comunicative favorisce l’attecchimento di linguaggi e convenzioni che portano all’affermazione di realtà fittizie e manipolazioni, e rende sempre più difficile soprattutto ai più fragili e ai giovani attuare modalità di comunicazione assertiva. Il potenziamento e la valorizzazione di queste capacità avvengono tramite la consuetudine con la parola creativa e la letteratura molto più che con altri testi scritti di carattere informativo o argomentativo. Un testo letterario presenta una molteplicità di possibili interpretazioni (politica, simbolica, relazionale, storico-culturale, formale).

Accorgersi di questa polisemia conduce anche a riconoscere l’importanza dei contesti comunicativi e conferisce autorità a chi interpreta, oltre che a chi produce un testo. Un esempio molto chiaro è offerto dalla vignetta in cui la parola “sognatore”, che a sé stante viene generalmente percepita come termine positivo, viene utilizzata, di fatto, come un termine dispregiativo e sminuente. La vignetta mostra come una generale tendenza e giustificazione del giudizio porti a rovesciamenti valoriali anche di incidenza psicologica significativa, con conseguenze sull’autostima e spostamenti del set di valori. Ma cos’è il bullismo? Il bullismo è una forma di prepotenza, e diventa davvero pericoloso quando si fa manipolazione e non riguarda solo i bambini o i ragazzi.

Nella dinamica manipolativa, la competenza linguistica e di analisi del testo è una vera e propria arma di difesa. Un termine, un’immagine o persino un’opera d’arte possono assumere significati diversi e potenzialmente violenti e manipolatori svincolati dal loro contesto d’uso, in particolare sul web. Tutto questo coadiuva la situazione di eterodirezione, con lo sfilacciamento delle relazioni e alla tensione a un’idea di felicità che è solo aderenza a uno schema. A lungo andare la superficialità relazionale del web si riverbera sulla vita quotidiana (e così, ad esempio, le relazioni anche sentimentali sono ormai per la maggior parte segnate da comunicazione passivo aggressiva e vittimismo manipolatorio: “stiamo a casa, sono a disagio con i tuoi amici”).

I modi manipolativi occulti sono i più profondi ed efficaci, e si muovono dal gaslighting al plagio. Caratteristiche comuni sono l’allontanamento dalle proprie amicizie e l’influenza sul modo di parlare ed esprimersi legate a una sorta di connessione con il manipolatore. Non appena il rapporto è incasellabile (“stiamo insieme”, “sei il mio migliore amico”), le dichiarazioni di “paura” o “disagio”, gelosie, egocentrismi, agiscono anche a livello cognitivo e inducono ad accettare qualsiasi cosa per evitarli o porvi fine o anche per avere sollievo dall’azione del manipolatore, per vederlo “felice”. Piano piano, si parla con le parole che userebbe lui/lei, o si definiscono a suo modo eventi e sensazioni. Se il manipolatore è felice, noi ci sentiamo euforici (sensazione spesso scambiata con la felicità). Tutti gli altri rapporti vanno spiegati o giustificati, perché o “non capiscono il disagio dell’altro” o non si divertono con le stesse cose, e così via. Intanto lui/lei si appropria dei vostri interessi e si intromette in ogni aspetto della vita. In casi gravi, per esempio in episodi depressivi o latenti si arriva a un’eterodirezione malsana, più frequente in situazioni di squilibrio di autorità o autorevolezza percepita (es. figlio-genitore, impiegato-capo, paziente-dottore, e ovviamente il partner).

In questi casi i gusti (anche artistici e letterari) possono cambiare insieme al modo di esprimersi. Che cosa può fare la lettura di un fumetto, per aiutarci a contrastare tutto questo? Più si hanno competenze e sane abitudini linguistiche, più si ha la capacità di percepire distorsioni del vocabolario, più si è in grado di svincolarsi o reagire a dinamiche di bullismo o microaggressività.

Leggere molti “classici” e leggere fumetti d’autore, in particolare, in cui i dialoghi sono corredati di immagini, aiuta a sviluppare la capacità di distinguere un dialogo autentico da uno filtrato. In situazioni di fragilità (isolamento, depressione, insicurezze) si cambia anche il modo di esprimersi, ed è importante riconoscere in sé e negli altri questi mutamenti. Con l’aiuto dei fumetti, ci chiediamo: Le storie sono fatte di parole: che parole sono? Che persone le dicono? Noi che parole usiamo? E che parole scegliamo per raccontare, di noi o di altri? E gli altri che parole usano per parlare di noi? E che parole usano per parlare con noi?

Spia delle manipolazioni sono ad esempio: le frasi fatte: “Devi lasciarlo andare”, “Devi lasciarti il passato alle spalle”, “Devi muoverti verso la felicità”; la non corrispondenza tra pensiero e azione; la mancanza di ironia e di autoironia; le reazioni infantili. I fumetti d’autore, le strisce e le vignette lavorano tramite l’uso del paradosso, un linguaggio per necessità esatto, una perfetta corrispondenza tra immagine e testo e – spesso – la presentazione di situazioni e problematiche “adulte”. Il linguaggio del fumetto, inoltre agevola il dialogo intergenerazionale, altro elemento di manipolazione in relazione a relazioni basate su autoritarismo e schemi sociali acriticamente reiterati, anche nelle loro falsificate trasgressività.

 

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