Tra le attività di Laputa spiccano i progetti di educazione diffusa, incentrati sull’alfabetizzazione letteraria, l’avviamento alla lettura dei fumetti e l’uso dell’illustrazione come mezzo comunicativo.

Ribadiamo che è necessario lavorare per “distinguere”, e mai per categorizzare. Distinguere un buon libro da un cattivo libro: perché un buon libro può fare da solo ciò che 50 cattivi libri non faranno mai. Distinguere un buon dialogo da un cattivo dialogo, una buona relazione da una cattiva relazione. Distinguere un buon prodotto artistico da un prodotto che permette di riadagiarsi nella propria comoda convenzionalità. Solo con la consuetudine con l’arte e la buona letteratura si può distinguere una notizia falsa da una vera, un consiglio di lettura capzioso da uno vero, un programma del cinema adeguato da uno condizionante. Cominciamo da questo, per tutti.

Tre dei progetti sono già stati messi in atto con scuole del territorio, e ci siamo particolarmente affezionati. Il primo, IL FUMETTO, COS’E’ E COME FUNZIONA, prevede un percorso di avviamento al fumetto, e ha permesso a ragazzi molto giovani quantomeno di chiedersi se non valga la pena impiegare il tempo in maniera “diversa” e cercare di non svolgere attività che svuotino continuamente di senso il tempo che ci è dato. Un percorso che tocca ognuno di noi, ormai assuefatti all’idea che il tempo sia qualcosa che ci è dovuto, e che tutto quello che viene impiegato per il “dovere” debba poi essere compensato da una uguale quantità di tempo impiegato per il “piacere”. La distinzione stessa ci fa rabbrividire, perché apre scenari di individualismo incontrollato e arriva fino a permettere. nell’esaltazione dell’egoismo e dell’egocentrismo di chi dice “per oggi ho dato”, il maltrattamento di chiunque altro, la scortesia, la maleducazione e quindi una situazione di microaggressività diffusa:

“Il progetto si propone di avvicinare i ragazzi a forme espressive lontane da quanto riconosciuto come norma. A nostro avviso il fumetto è un mezzo espressivo potente e multiforme, che rifiuta di essere incasellato in un sistema di generi e categorie il che lo porta il più delle volte ad essere frainteso o ignorato. Lungi dall’essere una cosa da bambini, come spesso viene definito, è invece uno mezzo che crea e favorisce dinamiche di dialogo.

Inoltre, la sua corretta interpretazione richiede una significativa dose di competenze letterarie, artistiche e relazionali che lo rende un perfetto oggetto di studio.

La grande rilevanza che il fumetto sta acquisendo sul mercato editoriale rende inoltre le professionalità ad esso collegate particolarmente ricercate. Riteniamo che quanti si propongono di avvicinarsi al mondo dell’editoria debbano riflettere attentamente sulle competenze richieste e soprattutto sulle responsabilità proprie di un mercato i cui prodotti sono innanzi tutto prodotti culturali e in quanto tali devono avere valore.”

Un altro progetto che incide significativamente sull’ambito microsociale è stato mutuato e ampliato da un nucleo originario ideato dalla prof.ssa Paola Del Zoppo per l’Associazione Libellula Morlupo, e agisce sul riconoscimento del bullismo e del cyberbullismo tramite l’acquisizione di una consuetudine con il linguaggio e con la letteratura. Laputa ha anche coadiuvato la prof. Del Zoppo nella realizzazione del progetto per conto dell’Università LUMSA di Roma, attuandolo con alcune modifiche (un focus sull’intercultura e uno sulla contraffazione e il diritto d’autore) con una classe di ragazzi del Liceo Dante di Roma.

“Il progetto, parte proprio dalle “intenzioni comunicative “veloci” contemporanee – chat, post in blog, Facebook, Twitter e altri tipi di comunicazione con testo e immagini – per proporre i primi input nel riconoscimento della violenza, della disparità e della manipolazione in molti ambiti di interazione. Si affronteranno temi quali sessismo, vittimismo, razzismo, passività aggressiva, rovesciamento delle posizioni e insulti celati. Sveleremo insieme i tranelli e i trabocchetti di linguaggi che coadiuvano l’affermazione di realtà fittizie e la manipolazione relazionale, allontanando da interazioni autentiche e immergendo in un mondo che talvolta non lascia possibilità di risalita. Alla base resta la concezione che il linguaggio sia di per sé “creatore di mondi” e la profonda e positiva convinzione che si possa interagire con esso plasmando mondi in cui la violenza sia assente.”

Infine, il progetto si coniugava con il nucleo di un bellissimo lavoro svolto dallo scrittore e fumettista Luigi Cecchi, che da uno spunto di Jacopo Masini (anche lui autore di successo), sviluppando un immaginario che gli è molto vicino, è riuscito a coniugare critica sociale e riconoscimento dell’aggressività del conformismo in quanto forma mentale, creando il materiale di una bellissima mostra, in cui sono stati inseriti alcuni lavori degli studenti del Liceo Dante di Roma. La Mostra Mostri & Di-mostri è stata presentata in anteprima in occasione della manifestazione sul volontariato del nostro territorio, e ha così iniziato un percorso che la porterà certo molto lontano, per il suo potenziale comunicativo, artistico e politico. Ecco perché noi di Laputa abbiamo deciso di fare anche di questo un progetto di educazione diffusa, che porti a riflettere sullo stigma sociale e la necessità di sentirsi autorizzati ad essere noi stessi. A qualunque età.

“Sull’orlo del cedimento al mercato della reificazione dei corpi, una reazione estrema è lo sfogo della fantasia, che, sola, può mettere in discussioni i mostri della realtà. Può una creazione essere “mostruosa”? Se sì, ha quindi la creazione una pretesa morale? Se così è, l’unico spazio morale dell’arte è il superamento delle convenzioni, l’apertura di spazi di riflessione che vadano al di là delle concezioni stigmatizzanti o di stigma rovesciato, cioè di valorizzazione di ciò che appare normale.” Il progetto si propone di lavorare attraverso la creatività sulla stigmatizzazione e le piccole e grandi manipolazioni del conformismo, per permettere ai partecipanti di esprimere giudizi sul conflitto sociale in un’ottica comunicativa.È un progetto particolarmente versatile perché si può attuare con tutte le fasce d’età, dalla scuola media inferiore in poi.”

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