Ripartono gli appuntamenti di “Dialoghi a fumetti” e con il nuovo inizio arrivano anche le nostre recensioni condivise. Con ogni recensione ci piacerebbe raccogliere quanto emerso dal dialogo e dall’incontro del gruppo e condividere le nostre riflessioni sui fumetti letti.

Lo scorso 17 settembre si è parlato di Seconds di Bryan Lee O’Malley, edito in Italia da Rizzoli Lizard, nella traduzione di Mariella Martucci.

Negli incontri di Dialoghi a fumetti “leggiamo” un fumetto insieme. Non immaginatevi però una calca di persone intorno ad un singolo volume e neanche un cerchio di figure silenziose a testa china, dove una voce spicca e di sottofondo solo le pagine che scorrono tra le dita. Ognuno aveva già in testa la storia e le immagini, eravamo insieme per discuterne: l’incontro è stato un’ulteriore esperienza di lettura.

© Luigi Cecchi 2017

La protagonista di Seconds è Katie, ventinovenne ormai di gran fama all’interno della sua cittadina, perché riconosciuta come grande chef del ristorante Seconds, che aveva fondato insieme a suoi amici di sempre. Il successo l’ha sempre accompagnata. Ma con il tempo la nostra protagonista si rende conto di non appartenere più a quel locale. Lo sente stretto, non riconosce più il valore che aveva per lei, percepisce in maniera inizialmente sfumata una opacità nelle relazioni con lo staff, che è cambiato negli anni. Decide allora di dedicarsi all’apertura in parallelo di un altro ristorante, davvero suo, dove esprimere di nuovo se stessa. L’idea di aver già raggiunto l’apice della sua carriera senza aver compiuto un percorso, forse la reprime e comunque la spaventa. Un pensiero consapevole e adulto, che lei però non riesce ad affrontare. Il progetto,  il cambiamento, la turbano e Katie si rifugerà in pensieri ed azioni che di fatto le impediscono di scegliere.

Nella storia di Katie e del ristorante Seconds, abbiamo inizialmente individuato anche il racconto del percorso dell’autore che, come la protagonista del fumetto, si è trovato poco più che trentenne ad avere un notevole successo. Abbiamo immaginato che l’autore, come la protagonista, si sia sentito insoddisfatto e intrappolato trovandosi, ancora giovane e con tanto ancora da dire o da fare, a dover rispondere di un successo marchiato già come capolavoro e quindi forse come apice di una intera carriera.

Il personaggio di Katie, resta comunque molto più di un alter ego dell’autore. La ragazza incarna infatti in modo più ampio le problematicità del passaggio alla vita adulta, con tutte le difficoltà e le paure che questo comporta. Katie sogna di poter essere qualcosa di diverso, di compiuto, ma teme il cambiamento e questo la porta ad evitare di scegliere.

Qualcuno di noi ha individuato nella protagonista l’immagine di qualcuno alla ricerca spasmodica di una perfezione che rimane però indefinita, perché risponde a standard imposti da altri o perché maschera forse la paura di scegliere e convivere con le possibili conseguenze. L’idea di voler raggiungere una perfezione, il seguire standard non suoi e l’intraprendere relazioni non limpide sono espressioni di un momento di stallo.

In questo contesto l’autore inserisce un elemento fantastico, in cui la protagonista trova un vero momento di confronto: lo spirito della casa donerà a Katie il potere di avere seconde possibilità, fino ad arrivare ad uno scombussolamento del mondo, all’avvicendarsi di eventi oltre la realtà che entreranno nella sua vita “non gestita” e faranno capire a Katie chi è davvero e l’importanza di farsi responsabili delle proprie scelte. Il viaggio nel fantastico, in perfetto stile fiabesco, si apre con l’incontro con Hazel, una ragazza che lavora nel Seconds, sapiente di miti e fiabe

Narrato in modo eccellente, con illustrazioni semplici e efficaci di uno stile non categorizzabile che è proprio di Bryan Lee O’Malley, questo fumetto dimostra essere un pieno sviluppo e crescita delle capacità artistiche dell’autore, forse anche lui, come la chef, etichettato come oramai “realizzato” per la sua opera precedente. Scott Pilgrim, forse addirittura incapace di svilupparsi oltre.  Questo è osservabile dalla capacità con cui mette in risalto le emozioni e i particolari dell’opera in un disegno così essenziale e il sapiente uso dell’elemento fantastico (meno presente nelle altre opere), riportato con un tratto più ricco di dettagli, completamente differente dal mondo reale di Katie, a elevarne il forte impatto che questa “magia” ha su di noi. A ricordare cosa davvero è reale nel concetto di “crescita”. Seconds tratta il vero e necessario cambiamento alla vita adulta, presentando strumenti efficaci e non a questa evoluzione. Responsabilità, identità e relazione sono le parole chiavi.

L’autore gioca con i personaggi e con le relazioni tra questi mostrandoci variabili e costanti nei tanti mondi narrati che vengono a crearsi man mano che la protagonista fa uso del potere che le viene concesso: i personaggi che si delineano come costanti rappresentano quindi anche le relazioni autentiche che la protagonista vive, sebbene fatichi a riconoscerle come tali. Ma l’autore ci mostra anche come la protagonista manchi inizialmente di relazioni in grado di offrirle un vero confronto, ed è naturalmente significativo che questo coincida con una fase di stallo nella vita di Katie. Solo l’incontro con Hazel, cameriera “eccentrica” rispetto al contesto e quasi invisibile, e la percezione dello spirito della casa, costringeranno infine la protagonista a fare i conti con sé stessa e a mettere in discussione le sue certezze riguardo la vita perfetta a cui crede di dover aspirare. Come nei classici romanzi Ottocenteschi, è l’elemento perturbante a rivelare di volta in volta una verità magari provvisoria, ma utile allo svelamento delle convenzioni. E’ molto chiaro, ad esempio, il rovesciamento continuo della storia d’amore di Katie, che di volta in volta prende una piega inautentica (prima convenzionalmente perfetta, poi convenzionalmente imperfetta e così via).

E’ dunque la traccia fantastica a indicarci una via nel ginepraio di situazioni di cui Katie diventa protagonista passiva. Mano a mano che le situazioni si complicano, la “magia” si trasformerà lentamente in inquietudine e smarrimento, poi darà una chiave di lettura. Ci è sembrato molto interessante come gli elementi mitici, a tratti fiabeschi, presenti nel fumetto, siano legati alla comunicazione di una saggezza antica e di una verità che rende ogni cosa più reale. Questo è particolarmente evidente se ci soffermiamo su quelle tavole che rappresentano la narrazione dell’antica leggenda: il livello di dettaglio di queste illustrazioni è decisamente maggiore rispetto al resto del fumetto, e anzi con la tendenza all’iperrealismo pare che l’autore voglia rendere il livello fantastico più reale del “mondo reale” rappresentato nel resto della narrazione, conferendo importanza alla percezione delle cose, più che alle cose in sé.

Lo spirito della casa, essere dispettoso, ma generoso, che offre inizialmente a Katie il potere di una seconda occasione, oltre ad essere l’incarnazione di questa antica saggezza rappresenta evidentemente anche la fiducia di Katie in se stessa. Invece lo spirito del nuovo ristorante si presenta quando Katie comincia a perdere fiducia in se stessa. Entrambi gli spiriti sono inquieti quando Katie, sicura di non poter fare bene da sola fa ricorso al potere di cambiare eventi considerati sconvenienti, si placano poi di nuovo quando coraggiosamente prende in mano la situazione e affronta con le proprie forze le conseguenze delle sue azioni.

La lettura di Seconds si è dimostrata quindi particolarmente interessante perché, al di là della conclusione, resta un testo “aperto”, che permette e stimola connessioni con molti altri ambiti letterari, e che ci ha spinto alla lettura di una famosa poesia di Robert Frost, che proponiamo qui in originale e nella traduzione poetica di Giovanni Giudici.

© Simi Sherin

The Road not Taken

Two roads diverged in a yellow wood,
And sorry I could not travel both
And be one traveler, long I stood
And looked down one as far as I could
To where it bent in the undergrowth;

Then took the other, as just as fair,
And having perhaps the better claim,
Because it was grassy and wanted wear;
Though as for that the passing there
Had worn them really about the same,

And both that morning equally lay
In leaves no step had trodden black.
Oh, I kept the first for another day!
Yet knowing how way leads on to way,
I doubted if I should ever come back.

I shall be telling this with a sigh
Somewhere ages and ages hence:
Two roads diverged in a wood, and I—
I took the one less traveled by,
And that has made all the difference.

La strada non presa

Divergevano due strade in un bosco
ingiallito, e spiacente di non poterle fare
entrambe essendo uno solo, a lungo mi fermai
una di esse finché potevo scrutando
là dove in mezzo agli arbusti svoltava.

Poi presi l’altra, che era buona ugualmente
e aveva forse i titoli migliori
perché era erbosa e poco segnata sembrava;
benché, in fondo, il passar della gente
le avesse invero segnate più o meno lo stesso,

perché nessuna in quella mattina mostrava
sui fili d’erba l’impronta nera d’un passo.
Oh, quell’altra lasciavo a un altro giorno!
Pure, sapendo bene che strada porta a strada,
dubitavo se mai sarei tornato.

Questa storia racconterò con un sospiro
chissà dove fra molto molto tempo:
divergevano due strade in un bosco e io…
Io presi la meno battuta,
e di qui tutta la differenza è venuta.

(da R. Frost, Conoscenza della notte e altre poesie, trad. di G. Giudici, Mondadori, Milano, 1988 – immagine: opera di Simi Sherin ispirata ai versi di Frost)

Seconds lascia al lettore gli strumenti e gli stimoli per trovare la propria strada tra quotidiano e fantastico prospettando con leggerezza e in modo intelligente la possibilità di una vita adulta, autentica e realizzata che sfugga alle categorie imposte o alle aspettative più comuni.

Grazie a tutti i partecipanti, che hanno contribuito ciascuno con le proprie esperienze, sensibilità e competenze. Grazie a Luigi Cecchi per l’immagine-omaggio a Seconds.